11 – Fort Dauphin.

novembre 30th, 2009

Fort-Dauphin

Così, avvolta in un soffice cuscino di vento, racchiusa fra le montagne, eccola – Fort Dauphin.

Mesi di viaggio, sabbia, polvere e cactus per arrivare fino a qui. Partire dallo stretto del Mozambico e ritrovarsi con la faccia verso l’Oceano Indiano. Tre etnie, un’infinità di villaggi probabilmente a stento inclusi nelle mappe geografiche, profumi colori, hanno accompagnato Eric in questi mesi.

Fort Dauphin si presenta come una piccola città brulicante di attività frenetica, con gli immancabili baracchini sui bordi delle strade e i cartelli “Three Horses Beer”, sparsi un po’ qua e un po’ là in tutta la città. Il fascino di questo luogo è diverso rispetto a tutte le altre città visitate fino ad ora.

Non so, sarà il vento, sarà il suono dell’oceano che si infrange sulla scogliera, sarà la consapevolezza di non essere mai stato tanto a sud nel mondo.. sta di fatto che Eric si gode estasiato l’arrivo in questo luogo magico.

Estasi e malinconia si fanno largo, a braccetto, nel cuore di Eric. Estasi – sì, alla fine ce l’ha fatta e ha raggiunto la sua meta. Malinconia, il viaggio era giunto al termine ed inevitabilmente doveva affrontare il fatto che l’indomani sarebbe ripartito proprio da lì in aereo per raggiungere la capitale Antananarivo e tornare a Parigi.

Un pensiero attraversa fugace la sua mente – fermarsi. Fermarsi lì. Durante il viaggio, aveva conosciuto una coppia di italiani che gli avevano chiesto se voleva aiutarli a gestire un piccolo spazio “turistico” dalle parti di Tulear e che stavano proprio aspettando qualcuno per iniziare questa nuova avventura. Sul momento, Eric aveva rifiutato, ma ora torna, torna impetuosamente quella proposta a farsi largo fra i suoi pensieri.

Il buio scende presto da queste parti e la stanchezza del viaggio si fa sentire. Davanti all’ennesimo tramonto senza fine e confine, Eric si addormenta e pensa che domani, poi, si vedrà.

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