9 – Ad un bivio.

novembre 16th, 2009

Lavanono

Giorni di cammino, hanno portato Eric a questo bivio.

L’ultima meta, Fort Dauphin, è ora a 250 chilometri. Poco più di 2 ore, su auto sfreccianti in autostrada, giorni di viaggio qui.

Lavanono è un paesello che si affaccia a sud del Madagascar, abitato per lo più da pescatori. Scendere a livello del mare, significa affrontare una strada sconnessa e piuttosto ripida, piena di tornanti e buche. Proprio davanti alla spiaggia, uno spiazzo fra alberi marittimi sembra fatto apposta per il riposo notturno.

Prima di iniziare i preparativi per la notte, Eric si concede un po’ di riposo in spiaggia. Com’è diverso da Itampolo! Chilometri di spiagge bianche paradisiache, sono ora diventate un sottile lenzuolo di sabbia, intrecciato di sterpaglie e rami secchi. Il mare per metri e metri rimane basso e torbido.

Il tramonto, però, è lo stesso. Il tuffo del sole nelle acque dell’oceano è quanto più di spettacolare Eric abbia visto e, ancora una volta, ricorda a se stesso il vero motivo del suo viaggio.

Lo sguardo vola oltre quella linea immaginaria che delimita il cielo e la terra e fa un po’ effetto pensare che dopo tutto quell’oceano la prima terra che si incontra è quella del Polo Sud.

Rientrato dalla spiaggia, Eric inizia i preparativi per la notte, fuoco e riparo – prima di tutto.

Il buio scende ancora prima, in questa parte dell’isola e il fuoco acceso, il profumo di zenzero e vaniglia e il mantello di stelle che inevitabilmente sarebbe arrivato di lì a poco, dà una incredibile sensazione di pace e serenità. Quasi come se il contatto con la parte più intima e profonda di sè, fosse in effetti iniziato. Come se quel lungo viaggio di “purificazione” da strutture e sovra-strutture tipiche del mondo da cui Eric proviene, fossero finalmente allentate se non abbandonate lungo la pista sabbiosa che lo ha portato fino a qui.

Quindi questa era una delle chiavi per aprire l’armatura. La quiete della mente, passa attraverso la quiete del corpo e dello spirito.

Eccolo, il bivio.

Avere poi la forza di prendere la strada giusta una volta tornato nel suo mondo, era tutta un’altra storia.

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